Avvelenamenti da rodenticidi

Avvelenamenti da rodenticidi

I rodenticidi sono sostanze comunemente usate per la lotta alle infestazioni da ratti. Questi veleni possono essere trovati per strada, in apposite scatole chiuse, ma possono venire anche usati artigianalmente e sostare per lunghi periodi in cantine dismesse, giardini o case di campagna.

L’azione comune di tutti i rodenticidi è quella di antagonizzare la Vitamina K, fondamentale per la coagulazione del sangue. Questo comporta, in caso di ingestione, la mancata capacità a creare coaguli anche di fronte a danni di lieve entità: così un piccolo taglio può sfociare in emorragia profusa. Contemporaneamente si può trovare sangue nelle feci, nelle urine fino ad arrivare ad emorragie interne di grave entità.

Il padrone di solito osserva un abbattimento progressivo del proprio animale, con mancata voglia di uscire, spesso associata a tosse o respiro affannoso.

L’azione dei rodenticidi è subdola: essi infatti, nella maggior parte dei casi, espletano la loro azione giorni dopo l’ingestione (fino a 15!) rendendo così difficile la ricostruzione degli avvenimenti da parte del proprietario.

L’animale va immediatamente stabilizzato e ricoverato dove seguirà un protocollo di terapia intensiva a base di Vitamina K. In alcuni casi è vivamente consigliata la trasfusione per assicurare al paziente nuove risorse di fattori della coagulazione.

La prognosi è estremamente variabile e condizionata dallo stato di salute dell’animale al momento del ricovero. Possono volerci fino a 4 settimane di terapia intensiva nei casi più gravi, ma solitamente le prime 48 ore sono fondamentali; la nuova Vitamina K, infatti, comincia a dare il suo contributo dopo 12/24 ore dalla somministrazione.

 

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