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Un nuovo membro della famiglia: il gatto

Indipendente, schivo, affettuoso, di compagnia, di razza o no: il gatto è uno degli animali da compagnia più amati del mondo.

A differenza di molti altri animali domestici, l’indole del gatto è libera. Ma questo non vuol dire che questo animale non possa perfettamente abituarsi ad una vita casalinga! Bisogna ricordarsi però qualche piccolo dettaglio per evitare di soffocare la sua necessità di libertà e indipendenza.

“Educare” un gatto non significa addestrarlo a eseguire degli ordini per il suo padrone ma indirizzarlo e aiutarlo alla vita domestica e alla relazione con il proprio padrone.

E’ fondamentale iniziare un percorso educativo quando l’animale è ancora piccolo. Bisogna sempre ricordarsi della loro indole libera e selvatica. Ma nonostante l’apparente carattere schivo e riservato, sono capaci di grandi dimostrazioni di affetto nei confronti della persona che lo prende in cura.

Il primo passo è quello di conquistare la sua fiducia, concedendogli le coccole che richiede ma rispettando i suoi spazi. Il gatto ama le coccole delicate e frequenti. Appena comincia a manifestare segnali di irritazione è opportuno smettere, lasciando che sia lui a farvi capire quando ricominciare.

Come educare un cucciolo di gatto

Di norma, un gatto dovrebbe essere separato dalla sua madre e dai suoi fratelli non prima dei due mesi: in questo tempo, infatti, potrà imparare le basi comportamentali e relazionali: dosare la sua irruenza, imparare le situazioni in cui utilizzare gli artigli, differenziare i morsi da gioco da quelli di aggressività o combattimento. E’ molto importante per la sua vita futura.

Quando arriva nella nuova casa, ha bisogno dei suoi tempi per abituarsi al nuovo ambiente: mai forzare un gattino. E’ importante lasciargli i suoi tempi e i suoi spazi. Così come deve essere sua l’iniziativa del contatto con noi. Va assecondato, sia nei casi di particolare intraprendenza sia nei casi in cui abbia voglia di stare “per le sue”.

Durante la fase “educativa” è importante la comunicazione: i gatti sono particolarmente reattivi alla voce e alle parole. Bisogna ricordare che l’udito nel gatto è estremamente amplificato rispetto a quello dell’uomo quindi attenzione a non urlare, si potrebbe spaventare o arrabbiare. Per rafforzare la relazione  si può chiamare quando è pronta la pappa, incoraggiare se fa qualcosa di giusto. Dargli abitudini e piccole regole che accompagneranno la sua crescita in famiglia.

E’ importante mettere subito a sua disposizione il tiragraffi, meglio se in una posizione di passaggio ben visibile. Ancora, una o due cassettine igieniche dovrebbero essere posizionate in punti tranquilli e isolati della casa, questo perché il gatto ama la privacy. Lasciategli a disposizione giochi con cui giocare da solo e giochi da fare con il padrone per migliorare l’interazione.

Mai obbligare il gatto a fare niente con la forza ma, possibilmente, con il gioco. Non create confusione e fate in modo che ogni suo oggetto sia dedicato a una specifica destinazione d’uso.

Cuccia, scatole dove nascondersi non devono essere troppo in vista ed è opportuno che siano lontano da elettrodomestici rumorosi, il gatto ama la privacy e la tranquillità.
Ogni gatto ha un suo carattere e le modalità di insegnamento possono variare notevolmente, ma una volta creato il canale comunicativo verrà naturale interagire con lui, capirlo e farsi capire. Una volta instaurato un equilibrio la convivenza sarà speciale e unica.

HARMONIC SURGERY

Il nuovo HARMONIC Focus® Adaptive Tissue Technology è l’unico dispositivo di cui i chirurghi hanno bisogno per la dissezione e la legatura dei vasi sangugni e linfatici fino a 5 mm. Questo significa avere procedure chirurgiche più brevi e migliori risultati in sala operatoria. Inoltre, la tecnologia “Adaptive Tissue”  riduce il rischio di diffusione termica e il calore sulla punta. Questo dispositivo a ultrasuoni di ultima generazione migliora la precisione e migliora l’efficienzaQuesta innovativa tecnologia  risponde in modo intelligente alle condizioni dei diversi tessuti:

  • la punta dello strumento è il 19% più sottile degli strumenti simili e permette così una precisione maggiore nella sua applicazione
  • offre anche migliori prestazioni e consente una risposta intelligente alle mutevoli condizioni dei tessuti
  • migliora la gestione del calore e provoca meno di 2 mm di diffusione termica laterale
  • il taglio risulta essere il 49% più veloce e la tenuta il 30% più efficace

 

Clicca sul video per un esempio di utilizzo


HARMONIC® è unico nel suo modo di operare ed eseguire, offrendo un grado di precisione e multifunzionalità che non si trova in nessun altro dispositivo chirurgico a base di energia. L’energia elettrica viene convertita in energia meccanica. La lama vibra  55.500 volte al secondo per coagulare simultaneamente e tagliare il tessuto sigillando le pareti dei vasi.

Nella Clinica Veterinaria Foce usiamo questa tecnologia per diversi tipi di interventi quali:

  • ovariecto/ovaristerectomie
  • mastectomie
  • splenectomie
  • lobectomie epatiche e polmonari
  • nefrectomie
  • tonsillectomie
  • tiroidectomie
  • accorciamento del palato molle nei brachicefali

Se volete avere più informazioni potete consultare il sito ufficiale

BANCA DEL SANGUE FELINO

Dopo due anni di rodaggio con la Banca del Sangue Canino, che tante vite ha salvato, siamo lieti di presentarvi la Banca del Sangue Felino.

logo ANFIGrazie al supporto fondamentale dell’ANFI (Associazione Nazionale Felini Italiani) questa idea ha finalmente preso forma. L’associazione infatti, ha organizzato un convegno (Arenzano, 20/9/2015) sul benessere del gatto e l’argomento “Banca del Sangue Felina” ha riscosso molto interesse e approvazione. Avere il supporto pratico e ideologico di una associazione come l’ANFI ci ha dato lo stimolo necessario per portare a termine e realizzare questa importante iniziativa.

Perchè una banca del sangue?

In certe emergenze avere la disponibilità immediata di sangue intero può davvero aumentare la percentuale di sopravvivenza. Che state aspettando? C’è bisogno di sangue felino. Sempre.

Nei gatti esistono tra gruppi sanguigni: A, B e AB. Circa il 90-95% dei gatti ha un sangue di gruppo A mentre il gruppo B è maggiormante presente nei gatti di razza tra i quali il Devon Rex, il Persiamo e il British Shorthair. E’ importante conoscere il gruppo sanguigno del donatore e del ricevente per evitare gravi reazioni trasfusionali che possono portare a morte l’animale.

Il mio gatto può donare?

Il donatore deve avere tra i 2 e gli 8 anni di età, pesare almeno 4 kg, vivere in casa, essere esente da Fiv, FeLV, Haemobartonella ed essere di carattere docile per evitare la sedazione. La Clinica Veterinaria Foce eseguirà gratuitamente al momento tutti gli esami necessari per assicurarsi un sangue idoneo. L’esame biochimico completo, l’emocromo e i test Fiv e FeLV verranno consegnati gratuitamente ai proprietari.

Quando serve una trasfusione?

La trasfusione è necessaria sia per casi acuti, laddove si verificano emorragie gravi per incidenti o rotture di organi interni, che in casi subacuti come nelle anemie emolitiche, avvelenamenti, leucemie e malattie parassitarie. Dal donatore vengono prelevati dagli 8 ai 15 ml/kg a seconda delle condizioni in cui si effettua la raccolta. Il sangue raccolto può essere usato subito (entro le 8 ore, ricco di globuli rossi, piastrine e fattori della coagulazione) o essere stoccato in apposite emofrigoteche (durata massima un mese, diminuzione di piastrine e fattori della coagulazione).

La Clinica Veterinaria Foce, già impegnata come Banca del Sangue Canino, vuole istituire una Banca del Sangue Felino per avere la possibilità di pronto intervento laddove arrivasse un’emergenza e non si trovasse un donatore disponibile, trovare donatori di gruppo B (fondamentali per eventuali riceventi di gruppo B) e creare un network e un database consultabile dai proprietari e colleghi ogni qualvolta ci fosse bisogno di trasfusione.

Non c’è tempo da perdere! Porta il tuo gatto a donare!

link utili: www.anfiliguria.it/

Ferragosto & Grigliate

 

Cosa c’è di meglio, nel giorno di Ferragosto, di fare una scampagnata fuoriporta e allestire un fantastico barbecue in compagnia dei propri amici e dei propri cani? Davvero, è un momento magnifico di relax e spensieratezza. Ma per evitare frettolosi rientri e/o conseguenze spiacevoli vogliamo ricordarvi di porre attenzione nella gestione del cane attorno ad un barbecue ricco di carne e di prelibatezze. Nessuno vi vieterà di dare qualcosa da mangiare al vostro cane ma state attenti perché questi premi possono recare danni lievi o gravi. Le ossa delle braciole o delle costine la maggior parte delle volte vengono ingoiate con estrema foga dall’animale: intere, nel canale gastro-intestinale possono creare qualche problema, da una banale gastroenterite fino al blocco intestinale vero e proprio dove si necessita di una chirurgia. La carne poco cotta impregnata di grassi (p.e. la salsiccia) viene meglio digerita da noi rispetto ad un cane abituato a mangiare crocchette per quasi tutto l’anno. Il suo organismo, infatti, nel tempo ha quasi completamente smesso di produrre gli enzimi necessari a digerire certe proteine e per questo il cane potrebbe avere delle scariche di diarrea a volte mista a sangue. Per questo se volete regalare qualche boccone al vostro animale, assicuratevi che sia ben cotto e privo di ossa.

Un’altra attenzione da avere durante le grigliate sono gli stecchini di legno. I cani molti volte “rubano” tutto ciò che insaporito dalla carne. Gli stecchini sono pericolosi, così come lo può essere la carta di alluminio dove sono avvolti gli alimenti.

Durante le grigliate estive quindi, godetevi sempre le giornate all’aria aperta in compagnia dei vostri amici a quattro zampe..ma cercate di ricordarvi questi banalissimi consigli per evitare di passare diretti dalla campagna a una clinica veterinaria.

Buon Ferragosto a tutti!

A PASQUA NIENTE CIOCCOLATO

Ogni anno purtroppo, in questo periodo pasquale, vengono portati in Clinica parecchi cani con i sintomi di avvelenamento da teobromina. La teobromina non è altro che una molecola contenuta nel cioccolato che risulta tossica e spesso mortale per i cani. Questo perchè essi non hanno la capacità di metabolizzarla. E’ diverso dalle altre cose che “fanno male” come i dolci o i cibi conditi che spesso i nostri animali riescono a “elemosinare” da tavola: il cioccolato è del tutto e per tutto una sostanza TOSSICA e MORTALE. Molto dipende dal peso dell’animale e dalla quantità ingerita. Si stima che una tavoletta di cioccolato fondente da 120 grammi possa risultare mortale per un Pastore Tesesco.
L’intossicazione di solito si presenta con tremori muscolari,vomito e diarrea, battito cardiaco irregolare fino ad emorragia interna o infarto.
Un quadratino di cioccolato non farà nulla al vostro cane, ma l’ingestione di uova intere o dolciumi pasquali a base di cioccolato sono molto pericolosi.
Il trattamento deve essere rapido: si può cercare di far vomitare il cane entro due ore dall’ingestione; poi va immediatamente portato in una struttura attrezzata al ricovero e alla terapia intensiva.

LA PROCESSIONARIA: RICONOSCERLA

Con l’avvento della primavera, finalmente, possiamo passare più tempo nei prati con i nostri animali.

Conosciamo e riconosciamo però questo piccolo grande pericolo per gli animali, soprattutto per i cani: di piccole dimensioni, non più di 2-4 cm, bruno con innumerevoli peli su tutto il corpo. Essi non sono altro che una fase di crescita delle farfalle e in questa stagione capita sovente che questi passeggino tra l’erba per raggiungere alberi sui quali salire. Ovviamente, un cane che incontra una colonia di processionarie in movimento, sarà sicuramente interessato e sovente lecca o mastica questi bruchi. Le conseguenze sono gravissime. Questi animali hanno un effetto necrotizzante sulla mucosa buccale e sulla lingua.
La sintomatologia di solitò è evidente: l’animale piange, sbava, apre la bocca. L’effetto è doloroso e rapido. Può accompagnarsi da febbre e vomito.
Se vi accorgete della presenza di processionarie e avete un cane che presenta questi sintomi per prima cosa lavate con abbondanti litri d’acqua la bocca dell’animale e immediatamente portate il vostro pet in una struttura organizzata. Dovrà sottoporsi a terapia antibiotica e antinfiammatoria molte volte endovenosa. A volte purtroppo è necessaria l’amputazione di porzioni di lingua.

Quindi attenzione quando siete nei prati, soprattutto sotto pini e querce. Questi bruchi sono facilmente individuabili anche ai nostri occhi e magari un controllo in più potrebbe salvare la salute del vostro cane. Attenzione anche a voi stessi. Non toccate con le mani nude le processionarie: potreste avere spiacevoli eritemi che durano anche parecchi giorni.

DIAGNOSI PRECOCE DI DISPLASIA DI ANCA E GOMITO

Che cos’è?
La displasia dell’anca consiste in una malformazione dell’articolazione coxo-femorale (anca) mentre la displasia del gomito consiste in una mancata congruenza tra omero e radio/ulna. Sono patologie che si sviluppano durante la crescita del cane. L’anca è un’articolazione formata dalla testa del femore e dall’acetabolo; schematicamente, questa articolazione, può essere paragonata ad una sfera che ruota all’interno di una coppa.
Nel cucciolo affetto da displasia, la mancata congruenza tra questi capi articolari e l’instabilità che ne deriva, provoca, con il passare del tempo, un’artrosi cronica progressiva e dolorosa, talvolta invalidante per il soggetto colpito.

Come si manifesta?
Le manifestazioni cliniche differiscono in relazione alla gravità della patologia. L’esordio è caratterizzato da zoppia di grado variabile a seconda del quadro clinico. Il cane zoppica perché si ha un attrito delle superfici articolari che causa dolore. Il problema si presenta maggiormente a freddo quando il cane inizia l’attività fisica, con il proseguire del movimento la zoppia migliora. Con il passare del tempo, aggravandosi la situazione generale, il cane zoppicherà sempre di più, i suoi movimenti diventeranno sempre più impacciati e macchinosi e i soli gesti di alzarsi e sdraiarsi gli richiederanno notevoli sforzi.

Come prevenire?
La displasia non è presente dalla nascita perché l’articolazione si conforma in modo anomalo durante il periodo della crescita. Mentre l’assenza della displasia può essere accertata solo dopo il completamento dello sviluppo scheletrico (un anno per la maggior parte delle razze e un anno e mezzo per quelle di taglia gigante), la presenza della displasia o dei segni che mostrano lo sviluppo della malattia stessa possono essere accertati già durante la crescita del cane. La displasia dell’anca può essere pertanto diagnosticata già nei primi mesi di vita del cane. Attorno ai tre mesi e mezzo appaiono le prime alterazioni articolari che consentono al medico veterinario di stabilire con una buona accuratezza l’eventuale tendenza del cucciolo a sviluppare una condizione patologica dell’anca. Nelle forme ancor più gravi, dove le teste femorali appaiono completamente lussate, la diagnosi può essere eseguita ancor prima. Di frequente i cani non vengono controllati precocemente solo perché figli di genitori non colpiti da displasia o perché non manifestano nessuna sintomatologia evidente. Molto raramente il cucciolo all’età di 3-4 mesi manifesta dei sintomi clinici riferibili a displasia, anche se gravemente affetto, sia per il peso corporeo ancora ridotto, sia per la capacità della cartilagine articolare di sopportare gli insulti iniziali. Il fatto di discendere da genitori sani non garantisce al cucciolo di esserlo a sua volta, per la complessità della trasmissione poligenetica. Tutti i cuccioli appartenenti ad una razza a rischio, quindi, andrebbero controllati molto precocemente in modo da poter verificare un’eventuale loro tendenza alla displasia e provvedere a limitarne lo sviluppo. Le razze a maggior rischio di displasia dell’anca sono quelle di taglia grande e gigante tra le quali segnaliamo, per incidenza e per diffusione della razza nel nostro paese, il Pastore Tedesco, i Retrievers, il Rottweiler, il Dogue de Bordeaux, il Cane Corso, il Boxer e in generale tutti i molossoidi e le razze giganti. I più colpiti da displasia del gomito sono senza dubbio i Golden Retrievers, i Labrador e i loro incroci. La valutazione precoce dell’articolazione coxofemorale e del gomito consiste in un esame ortopedico dettagliato, comprendente una valutazione clinica mediante palpazione e uno screening radiografico statico e dinamico finalizzati ad individuare, già in tenera età, i segni iniziali della malattia. Per eseguire la valutazione è sufficiente una leggera sedazione che impedisca al cucciolo di opporre resistenza alle manualità dell’operatore.

BANCA DEL SANGUE CANINO

La Clinica Veterinaria Foce con il patrocinio della Regione Liguria è lieta di presentarvi la prima BANCA DEL SANGUE CANINO a Genova e in Liguria.

UN GESTO D’AMORE

La trasfusione di sangue è uno strumento salvavita anche per i nostri amici a quattro zampe. Sta ogni giorno diventando sempre più indispensabile poter gestire gravi emorragie da traumi o investimenti, avvelenamenti (topicidi) e malattie ematiche (leucemia). La disponibilità di sangue immediata risulta quindi essere indispensabile.

ANCHE IL MIO CANE PUO’ DONARE IL SANGUE?

I requisiti richiesti per diventare cane donatore sono: peso superiore ai 25 kg, indole docile (non vogliamo far uso di anestetici), buono stato di salute e assenza di malattie trasmissibili (filaria e leishmania..) Tutti gli esami svolti saranno consegnati gratuitamente al proprietario.

La donazione deve essere fatta su appuntamento e con il cane a stomaco vuoto. Il donatore varrà sottoposto a visita clinica e solo successivamente sottoposto a prelievo. Il sangue verrà testato per per leishmaniosi e filariosi e verrano eseguiti esami biochimici enzimatici completi  ed emocromocitometrici.

La Clinica Veterinaria Foce possiede l’Emofrigoteca dotata di tutti i requisiti di legge richiesti dal Ministero della Salute. Le sacche di sangue intero vengono conservate per un massimo di trenta giorni e controllate preventivamente e periodicamente.

Quindi perchè aspettare? La donazione è gratuita e salvavita! Senza considerare che in questo modo il vostro animale riceverà gratuitamente le analisi del sangue complete, proprio come accade in Medicina Umana.

LE PATOLOGIE DEL GATTO ANZIANO

Molte volte, specialmente nei gatti anziani, è difficile distinguere normali cambiamenti di abitudini da iniziali segni di patologia.

Le malattie croniche e degenerative come l’Insufficienza Renale (in tutti i gatti) o le Cardiomiopatie (soprattutto nei gatti di razza nordica e nei persiani), infatti, hanno evoluzione molto lenta permettendo così all’animale di adattarsi e non mostrare segni di sofferenza apparente. Questo, purtroppo, fino ad un certo punto quando gli equilibri fisiologici vengono persi mostrando i primi segni come vomito, inappetenza, svogliatezza… Queste patologie però possono essere individuate precocemente e tamponate ancor prima dell’inizio dei sintomi.

L’insufficienza renale cronica è una patologia molto comune per tutti i  gatti anziani. Consiste in una degenerazione irreversibile dei nefroni, ovvero le unità funzionali del rene deputate alla filtrazione del plasma, al riassorbimento delle sostanze utili e alla formazione dell’ultrafiltrato, l’urina. La causa di insufficienza renale cronica molte volte non è specifica ma deriva da un insieme di processi patologici cronici e asintomatici come ad esempio infezioni batteriche, tossine presenti nell’organismo, infiammazioni fino a più gravi processi tumorali o lievi malformazioni di origine ereditaria.

Le cardiomiopatie feline invece sono maggiormente descritte nei gatti di razza nordica, nei Maine Coon e  nei Persiani, ma possono presentarsi in qualsiasi soggetto. Sono caratterizzate da anomalie di sviluppo del muscolo cardiaco:

  • cardiomiopatia ipertrofica (HCM): caratterizzata da ipertrofia concentrica del miocardio con conseguente deficit diastolico
  • cardiomiopatia restrittiva (RCM): caratterizzata da una importante dilatazione dell’atrio
  • cardiomiopatia dilatativa (DCM): caratterizzata a dilatazione del ventricolo sinistro con conseguente drammatica dilatazione dell’atrio sinistro

La Clinica Veterinaria Foce punta molto sulla prevenzione. Per questo propone pacchetti di indagini preventive finalizzate al controllo dell’Insufficienza Renale Cronica e delle Cardiomiopatie Feline:

PACCHETTO INSUFFICIENZA RENALE CRONICA:

  • Profilo ematico renale (costo 30 euro) emocromo (costo 15).
  • Ecografia completa (costo 100 euro)
  • Esami delle urine complete PU/CU (costo 30 euro)

da oggi 100 euro invece di 175 su appuntamento

PACCHETTO CARDIOMIOPATIE FELINE

  • Profilo biochimico completo (costo 70 euro)
  • Rx torace (costo 40 euro)
  • Elettrocardiogramma (costo 30 euro)
  • Controllo Marker Ematici di Cardiomiopatia e Insuff. Cardiaca. (costo 60 euro)

da oggi 120 euro invece di 200 su appuntamento

 

 

PREVENZIONE ONCOLOGICA

Anche i nostri cani e gatti, purtroppo, possono contrarre malattie neoplastiche. Oltre ai fattori genetici, come per l’uomo, polveri sottili, radiazioni, fumo passivo, inquinanti vari e virus sono le principali cause responsabili di formazione di un tumore.
Fortunatamente si possono in parte curare, grazie ai progressi della medicina veterinaria, ma la cosa più importante è diagnosticarli precocemente.


Per prevenire bisogna conoscere cause e manifestazioni cliniche. Si deve sottoporre l’animale a periodici controlli medici, soprattutto dopo una certa età, e fare un check-up completo una volta l’anno dopo i cinque anni, con una visita clinica approfondita, esami del sangue e delle urine, radiografie toraciche e addominali e ecografie addominali. Bisogna anche tenere sotto controllo il peso. La diagnosi di neoplasie negli animali domestici è sempre più allarmante. Questa constatazione è dovuta sicuramente ai mezzi diagnostici sempre più sofisticati che le strutture veterinarie adottano per eseguire corretti screening. Questi hanno permesso di poter attuare protocolli terapeutici, sia chirurgici che chemioterapici che hanno portato nella maggior parte dei casi alla risoluzione completa della patologia. Naturalmente la precocità dell’intervento medico è di capitale importanza per il successo.


Da una prima indagine epidemiologica nella nostra Clinica è emerso che i tumori del fegato e della milza per esempio hanno una incidenza di circa 150/200 casi all’anno. Questi hanno uno sviluppo molto rapido che comporta la deformazione dell’organo, la disfunzione, l’alterazione dei rapporti con altri organi e tessuti circostanti, la rottura. La rottura della milza o del fegato comporta una seria emorragia interna, con conseguente shock circolatorio improvviso e morte del paziente entro poche ore. L’unica opportunità che abbiamo per sconfiggere questa grave malattia è poterla diagnosticare precocemente per evitare che questa possa diffondersi ad altri organi. Gli animali più colpiti sono i cani oltre i 5 anni di vita con particolare incidenza nei boxer, labrador, golden retriever, pastori tedeschi, setter, cocker.


PREVENIRE È VIVERE

La diagnosi precoce di queste patologie passa attraverso alcuni semplici esami.
Noi consigliamo uno screening completo per la PREVENZIONE ONCOLOGICA, ovvero:
– visita approfondita
– esame del sangue (parametri biochimici, emocromo)
– ecografia addominale
– radiografia toracica

per un totale di 150 euro invece di 225 su appuntamento!

Chiama subito e prenota la PREVENZIONE ONCOLOGICA