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Prevenzione Cardiologica

L’obiettivo della prevenzione con la diagnosi precoce delle malattie cardiologiche ha come finalità
 Tutelare la salute degli animali e promuovere l’insegnamento dei problemi a proprietari ed allevatori
 Favorire gli screening di razza
 Fornire informazioni e collaborare con le Istituzioni ed Associazioni di razza per consentire il controllo delle malattie con base genetica:
Stenosi sottovalvolare aortica
Stenosi della polmonare
Persistenza del dotto arterioso
Displasia della tricuspide
Miocardiopatie dilatative
Miocardiopatia aritmogenica del ventricolo destro
Malattia degenerativa mitralica
Patologie del ritmo
Miocardiopatia ipertrofica felina

Strumento cardine della prevenzione è l’ecocardiografia: metodica che permette tramite gli ultrasuoni di visualizzare le strutture cardiache e vasi sanguigni connessi permettendo precise misurazioni di tali strutture per confrontarle con i valori di normalità descritti dalla letteratura scientifica.
In aiuto dell’ecocardiografia, la Clinica Veterinaria Foce si è recentemente dotata di un apparecchio Holter, che permette la registrazione del tracciato ecg di cane e gatto per 1-2 giorni o anche una settimana con lo scopo di identificare e monitorare la frequenza di aritmie altrimenti non diagnosticabili durante il canonico elettrocardiogramma effettuato in clinica. Le indicazioni per l’esecuzione dell’esame Holter sono:
 Screening di razza
 L’indagine del sintomo sincope, per individuarne una causa aritmologica
 Tutti quei casi in cui si riscontra un’aritmia in cui si ha il sospetto possa determinare un rischio per l’animale

Di seguito si riportano i protocolli di screening per ogni singola patologia cardiaca con annesse liste delle
razze canine o feline più a rischio

1. Stenosi sottovalvolare aortica

La razza maggiormente a rischio per lo sviluppo di questa patologia è il Boxer, ma si può riscontrare anche nel Dogue de Bordeaux, Terranova, Golden Retriever, Rottweiler e Pastore Tedesco. La malattia consiste in un restringimento di varia entità della valvola aortica che determina un’ostruzione all’efflusso di sangue. Se il restringimento è notevole il tessuto miocardico si ipertrofizza e nelle fasi terminali della malattia può perdere la proprio capacità contrattile e determinare disfunzione sistolica e dilatazione ventricolare. La diagnosi precoce di questa malattia può, tramite una terapia farmacologica, ritardarne l’evoluzione tramite beta-bloccanti. La patologia si sospetta con il riscontro di un soffio cardiaco in un soggetto giovane di una razza predisposta ma è anche possibile che non si rilevabile in caso di stenosi lieve. L’esame ecocardiografico va eseguito all’anno di età e in caso di diagnosi viene eseguito un monitoraggio nel tempo con ecografie di controllo.

2. Stenosi della polmonare
Le razze maggiormente a rischio sono il Bulldog Inglese e Bouledogue Francese ma può essere riscontrata anche nel Boxer, nel Pittbul e nell’ American Staffordshire. La malattia consiste in un restringimento di varia natura della valvola polmonare che, come nel caso della stenosi subaortica di cui ha un’evoluzione simile ma a carico del ventricolo di destra, determina un’ostruzione all’efflusso di sangue verso il circolo polmonare. La malattia si sospetta in cuccioli specialmente di razze predisposte che presentano un soffio cardiaco e l’esame ecocardiografico deve essere eseguito il più rapidamente possibile. In base alla tipologia del restringimento è possibile una risoluzione chirurgica del problema attuabile in centri specialistici mentre in attesa di intervento o in caso non fosse attuabile è possibile somministrare beta-bloccanti per ritardare l’evoluzione del rimodellamento cardiaco.

3. Persistenza del dotto arterioso
Colpisce più frequentemente soggetti di sesso femminile, e le razze maggiormente predisposte sono il Pastore Australiano, Pastore Tedesco, Terranova, Barbone nano e toy, Maltese, Chihuahua, Cavalier King Charles Spaniel e Yorkshire Terrier. Consiste nella mancata regressione dopo la vita fetale di una comunicazione vascolare tra l’aorta e l’arteria polmonare determinando quindi un ricircolo di sangue patologico che determina sovraccarico del cuore di sinistra. La patologia viene sospettata quando si riscontra un soffio cardiaco sisto-diastolico in un cucciolo con focolaio di auscultazione molto craniale. La diagnosi si effettua con l’ecocardiografia e deve essere il più precoce possibile in quanto spesso è possibile una risoluzione chirurgica o interventistica. Più avanzata è l’età della diagnosi e maggiori sono le probabilità che le modificazioni strutturali acquisite a causa del difetto non regrediscano dopo l’intervento.

4. Displasia della tricuspide e della mitrale

Sono predisposti soggetti di grossa-media taglia come Alano, Pastore Tedesco, Golden Retriever, Terranova e Dalmata per la displasia della valvola mitrale mentre la razza più rappresentata per la displasia della tricuspide è il Labrador Retriever. Si presentano come anomalie di varia natura agli apparati valvolari atrioventricolari che possono determinare grave rimodellamento cardiaco. La diagnosi è ecocardiografica e in caso di stenosi valvolare è possibile ricorrere a terapia interventistica.

5. Miocardiopatia dilatativa
Presente principalmente nelle razze canine Dobermann Pinscher, Alano, Terranova e Irish Wolfhound. Caratterizzata da una diminuzione progressiva della funzione contrattile e da conseguente dilatazione del ventricolo sinistro. In alcuni casi la malattia è caratterizzata dalla presenza di aritmie ventricolari che possono o meno essere associate a segni di disfunzione sistolica. Andrebbero sottoposti ad indagine ecocardiografica tutti i cani di razze predisposte al compimento del terzo anno d’età e in caso di esito negativo andrebbe eseguito un controllo annuale mentre in caso di rilievo border line i soggetti andrebbero ricontrollati dopo 6 mesi.
Come complemento dell’esame ecocardiografico si sottopone il paziente ad esame Holter annuale. E’ anche possibile la misurazione delle troponine cardiache che in caso di riscontro elevato fanno propendere per la diagnosi ma solo come collaterale a ecocardiografia e Holter.

6. Malattia degenerativa mitralica
E’ la malattia cardiologica di più frequente riscontro in medicina Veterinaria, le razze maggiormente predisposte sono tutte le razze di piccola taglia come Yorkshire Terrier, Barboncino, Maltese, Shi-tzu, Bassotto ma può colpire anche razze di taglia grande come il Pastore Tedesco. Un discorso a parte merita il Cavalier King Charles Spaniel che ha una particolare predisposizione a questa malattia, rilevabile nella maggior parte dei soggetti a partire dal quinto anno d’età. La patologia consiste nella degenerazione con l’avanzare dell’età dell’apparato fibrocartilagineo della valvola mitrale con deformazione della stessa. Tale deformazione determina un’insufficienza della valvola con la presenza di un rigurgito di sangue sistolico in atrio di sinistra che a seconda dell’entità può determinare ingrandimento atriale e successivamente ventricolare fino ad arrivare all’edema polmonare. La malattia viene sospettata con il riscontro di un soffio all’auscultazione cardiaca e la diagnosi viene effettuata tramite l’aiuto dell’ecocardiografia. La patologia potrebbe essere presente anche senza il riscontro di un soffio e andrebbero sottoposti ad esame ecocardiografico tutti i soggetti predisposti a partire dal settimo-ottavo anno di età. Nel Cavalier King l’evoluzione della malattia è molto rapida e la prima ecocardiografia andrebbe eseguita al compimento del quinto anno d’età e ripetuta annualmente anche in caso di esito negativo. Nella fase asintomatica della malattia, in base ai riscontri ecocardiografici, è possibile somministrare una terapia che prolunghi il più possibile tale fase.

7. Patologie del ritmo
Esistono malattie su base genetica che determinano una malformazione dell’anatomia dell’apparato di conduzione dell’impulso elettrico cardiaco. Se opportunamente sospettate e trattate possono prolungare la vita dell’animale ed evitare problematiche come la morte cardiaca improvvisa. Lo strumento cardine per la diagnosi e la successiva impostazione di una terapia per tali malattie è il monitoraggio Holter.
Di seguito una lista dei disturbi del ritmo ereditari più frequenti nel cane
 Tachicardia ventricolare ereditaria del Pastore Tedesco (4-18 mesi d’età)
 Cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro del Boxer e del Bulldog Inglese
 Sindrome del seno malato dello Schnauzer Nano e del West Highland White Terrier
 Silenzio atriale persistente o distrofia atrioventricolare dello Springer Spaniel e del Bobtail
 Tachicardia atrioventricolare ortodromica reciprocante del Labrador e del Boxer
 Fibrillazione atriale dell’Irish Wolfhound
 Tachicardia atriale del Dogue de Bordeaux

8. Miocardiopatia ipertrofica felina
La Miocardiopatia ipertrofica è la patologia cardiaca acquisita su base genetica più comune nel gatto. E’ una patologia ereditaria descritta in diverse razze feline e negli incroci. Nel Maine Coon e nel Ragdoll è stata identificata la mutazione genetica responsabile della cardiopatia. Oltre alle razze precedentemente citate sono predisposte le razze: Persiano, British shorthair, Certosino, Sphinx e Bengala. Dal punto di vista fisiopatologico, la CMI è caratterizzata da un ispessimento inappropriato del miocardio ventricolare, specialmente a carico del ventricolo sinistro. L’ipertrofia può essere generalizzata oppure limitata ad alcune porzioni del setto interventricolare o della parete libera del ventricolo sinistro o ai muscoli papillari. A questa condizione possono essere associati il movimento anteriore della valvola mitralica (SAM) stenosi dinamica dei tratti di efflusso del ventricolo sinistro o destro, disturbi del ritmo, fenomeni tromboembolici.
La diagnosi della CMI è basata essenzialmente sull’esame ecocardiografico e sull’esclusione delle altre cause di ipertrofia ventricolare sinistra (disidratazione, stenosi aortica, ipertensione sistemica, ipertiroidismo, ipersomatotropismo). Si consiglia di testare la prima volta il gatto ad 1 anno di età e poi annualmente fino all’età di 3 anni. Se il soggetto è negativo si consiglia comunque un ulteriore controllo all’età di 5 anni. Per i soggetti che presentano un quadro equivoco o un consanguineo* (fratello, sorella, genitori) con CMI, è consigliato un ulteriore controllo ad 8 anni. Tutti i gatti con diagnosi di CMI dovrebbero essere esclusi dalla riproduzione. La prevenzione con la diagnosi precoce di questa patologia è fondamentale per iniziare una terapia il più rapidamente possibile ritardando l’evoluzione della stessa e nel prevenire complicanze gravi e spesso fatali come il tromboembolismo arterioso. Purtroppo a differenza del cane, un gatto cardiopatico può non manifestare nessun sintomo, segno clinico, alterazione radiografica o elettrocardiografica fino al momento dello scompenso cardiaco o del tromboembolismo arterioso. Solamente l’ecocardiografia può mostrare o quantomeno far sospettare le alterazioni tipiche di questa patologia. Sono anche possibili test genetici eseguiti da laboratori specializzati per il riscontro del gene mutato nelle
razze Maine Coon e Rag-doll, oltre all’analisi dell’ NT-proBNP che in un gatto in cui si sospetti uno scompenso cardiaco con presenza di versamenti è molto affidabile nell’escludere un origine cardiaca del problema anche se l’esame collaterale principe è e rimane l’ecocardiografia.

La Clinica Veterinaria Foce segue le linee guida FSA per il controllo e la diagnosi precoce della malattie cardiache.

Un nuovo membro della famiglia: il gatto

Indipendente, schivo, affettuoso, di compagnia, di razza o no: il gatto è uno degli animali da compagnia più amati del mondo.

A differenza di molti altri animali domestici, l’indole del gatto è libera. Ma questo non vuol dire che questo animale non possa perfettamente abituarsi ad una vita casalinga! Bisogna ricordarsi però qualche piccolo dettaglio per evitare di soffocare la sua necessità di libertà e indipendenza.

“Educare” un gatto non significa addestrarlo a eseguire degli ordini per il suo padrone ma indirizzarlo e aiutarlo alla vita domestica e alla relazione con il proprio padrone.

E’ fondamentale iniziare un percorso educativo quando l’animale è ancora piccolo. Bisogna sempre ricordarsi della loro indole libera e selvatica. Ma nonostante l’apparente carattere schivo e riservato, sono capaci di grandi dimostrazioni di affetto nei confronti della persona che lo prende in cura.

Il primo passo è quello di conquistare la sua fiducia, concedendogli le coccole che richiede ma rispettando i suoi spazi. Il gatto ama le coccole delicate e frequenti. Appena comincia a manifestare segnali di irritazione è opportuno smettere, lasciando che sia lui a farvi capire quando ricominciare.

Come educare un cucciolo di gatto

Di norma, un gatto dovrebbe essere separato dalla sua madre e dai suoi fratelli non prima dei due mesi: in questo tempo, infatti, potrà imparare le basi comportamentali e relazionali: dosare la sua irruenza, imparare le situazioni in cui utilizzare gli artigli, differenziare i morsi da gioco da quelli di aggressività o combattimento. E’ molto importante per la sua vita futura.

Quando arriva nella nuova casa, ha bisogno dei suoi tempi per abituarsi al nuovo ambiente: mai forzare un gattino. E’ importante lasciargli i suoi tempi e i suoi spazi. Così come deve essere sua l’iniziativa del contatto con noi. Va assecondato, sia nei casi di particolare intraprendenza sia nei casi in cui abbia voglia di stare “per le sue”.

Durante la fase “educativa” è importante la comunicazione: i gatti sono particolarmente reattivi alla voce e alle parole. Bisogna ricordare che l’udito nel gatto è estremamente amplificato rispetto a quello dell’uomo quindi attenzione a non urlare, si potrebbe spaventare o arrabbiare. Per rafforzare la relazione  si può chiamare quando è pronta la pappa, incoraggiare se fa qualcosa di giusto. Dargli abitudini e piccole regole che accompagneranno la sua crescita in famiglia.

E’ importante mettere subito a sua disposizione il tiragraffi, meglio se in una posizione di passaggio ben visibile. Ancora, una o due cassettine igieniche dovrebbero essere posizionate in punti tranquilli e isolati della casa, questo perché il gatto ama la privacy. Lasciategli a disposizione giochi con cui giocare da solo e giochi da fare con il padrone per migliorare l’interazione.

Mai obbligare il gatto a fare niente con la forza ma, possibilmente, con il gioco. Non create confusione e fate in modo che ogni suo oggetto sia dedicato a una specifica destinazione d’uso.

Cuccia, scatole dove nascondersi non devono essere troppo in vista ed è opportuno che siano lontano da elettrodomestici rumorosi, il gatto ama la privacy e la tranquillità.
Ogni gatto ha un suo carattere e le modalità di insegnamento possono variare notevolmente, ma una volta creato il canale comunicativo verrà naturale interagire con lui, capirlo e farsi capire. Una volta instaurato un equilibrio la convivenza sarà speciale e unica.

HARMONIC SURGERY

Il nuovo HARMONIC Focus® Adaptive Tissue Technology è l’unico dispositivo di cui i chirurghi hanno bisogno per la dissezione e la legatura dei vasi sangugni e linfatici fino a 5 mm. Questo significa avere procedure chirurgiche più brevi e migliori risultati in sala operatoria. Inoltre, la tecnologia “Adaptive Tissue”  riduce il rischio di diffusione termica e il calore sulla punta. Questo dispositivo a ultrasuoni di ultima generazione migliora la precisione e migliora l’efficienzaQuesta innovativa tecnologia  risponde in modo intelligente alle condizioni dei diversi tessuti:

  • la punta dello strumento è il 19% più sottile degli strumenti simili e permette così una precisione maggiore nella sua applicazione
  • offre anche migliori prestazioni e consente una risposta intelligente alle mutevoli condizioni dei tessuti
  • migliora la gestione del calore e provoca meno di 2 mm di diffusione termica laterale
  • il taglio risulta essere il 49% più veloce e la tenuta il 30% più efficace

 

Clicca sul video per un esempio di utilizzo


HARMONIC® è unico nel suo modo di operare ed eseguire, offrendo un grado di precisione e multifunzionalità che non si trova in nessun altro dispositivo chirurgico a base di energia. L’energia elettrica viene convertita in energia meccanica. La lama vibra  55.500 volte al secondo per coagulare simultaneamente e tagliare il tessuto sigillando le pareti dei vasi.

Nella Clinica Veterinaria Foce usiamo questa tecnologia per diversi tipi di interventi quali:

  • ovariecto/ovaristerectomie
  • mastectomie
  • splenectomie
  • lobectomie epatiche e polmonari
  • nefrectomie
  • tonsillectomie
  • tiroidectomie
  • accorciamento del palato molle nei brachicefali

Se volete avere più informazioni potete consultare il sito ufficiale

BANCA DEL SANGUE FELINO

Dopo due anni di rodaggio con la Banca del Sangue Canino, che tante vite ha salvato, siamo lieti di presentarvi la Banca del Sangue Felino.

logo ANFIGrazie al supporto fondamentale dell’ANFI (Associazione Nazionale Felini Italiani) questa idea ha finalmente preso forma. L’associazione infatti, ha organizzato un convegno (Arenzano, 20/9/2015) sul benessere del gatto e l’argomento “Banca del Sangue Felina” ha riscosso molto interesse e approvazione. Avere il supporto pratico e ideologico di una associazione come l’ANFI ci ha dato lo stimolo necessario per portare a termine e realizzare questa importante iniziativa.

Perchè una banca del sangue?

In certe emergenze avere la disponibilità immediata di sangue intero può davvero aumentare la percentuale di sopravvivenza. Che state aspettando? C’è bisogno di sangue felino. Sempre.

Nei gatti esistono tra gruppi sanguigni: A, B e AB. Circa il 90-95% dei gatti ha un sangue di gruppo A mentre il gruppo B è maggiormante presente nei gatti di razza tra i quali il Devon Rex, il Persiamo e il British Shorthair. E’ importante conoscere il gruppo sanguigno del donatore e del ricevente per evitare gravi reazioni trasfusionali che possono portare a morte l’animale.

Il mio gatto può donare?

Il donatore deve avere tra i 2 e gli 8 anni di età, pesare almeno 4 kg, vivere in casa, essere esente da Fiv, FeLV, Haemobartonella ed essere di carattere docile per evitare la sedazione. La Clinica Veterinaria Foce eseguirà gratuitamente al momento tutti gli esami necessari per assicurarsi un sangue idoneo. L’esame biochimico completo, l’emocromo e i test Fiv e FeLV verranno consegnati gratuitamente ai proprietari.

Quando serve una trasfusione?

La trasfusione è necessaria sia per casi acuti, laddove si verificano emorragie gravi per incidenti o rotture di organi interni, che in casi subacuti come nelle anemie emolitiche, avvelenamenti, leucemie e malattie parassitarie. Dal donatore vengono prelevati dagli 8 ai 15 ml/kg a seconda delle condizioni in cui si effettua la raccolta. Il sangue raccolto può essere usato subito (entro le 8 ore, ricco di globuli rossi, piastrine e fattori della coagulazione) o essere stoccato in apposite emofrigoteche (durata massima un mese, diminuzione di piastrine e fattori della coagulazione).

La Clinica Veterinaria Foce, già impegnata come Banca del Sangue Canino, vuole istituire una Banca del Sangue Felino per avere la possibilità di pronto intervento laddove arrivasse un’emergenza e non si trovasse un donatore disponibile, trovare donatori di gruppo B (fondamentali per eventuali riceventi di gruppo B) e creare un network e un database consultabile dai proprietari e colleghi ogni qualvolta ci fosse bisogno di trasfusione.

Non c’è tempo da perdere! Porta il tuo gatto a donare!

link utili: www.anfiliguria.it/

Ferragosto & Grigliate

 

Cosa c’è di meglio, nel giorno di Ferragosto, di fare una scampagnata fuoriporta e allestire un fantastico barbecue in compagnia dei propri amici e dei propri cani? Davvero, è un momento magnifico di relax e spensieratezza. Ma per evitare frettolosi rientri e/o conseguenze spiacevoli vogliamo ricordarvi di porre attenzione nella gestione del cane attorno ad un barbecue ricco di carne e di prelibatezze. Nessuno vi vieterà di dare qualcosa da mangiare al vostro cane ma state attenti perché questi premi possono recare danni lievi o gravi. Le ossa delle braciole o delle costine la maggior parte delle volte vengono ingoiate con estrema foga dall’animale: intere, nel canale gastro-intestinale possono creare qualche problema, da una banale gastroenterite fino al blocco intestinale vero e proprio dove si necessita di una chirurgia. La carne poco cotta impregnata di grassi (p.e. la salsiccia) viene meglio digerita da noi rispetto ad un cane abituato a mangiare crocchette per quasi tutto l’anno. Il suo organismo, infatti, nel tempo ha quasi completamente smesso di produrre gli enzimi necessari a digerire certe proteine e per questo il cane potrebbe avere delle scariche di diarrea a volte mista a sangue. Per questo se volete regalare qualche boccone al vostro animale, assicuratevi che sia ben cotto e privo di ossa.

Un’altra attenzione da avere durante le grigliate sono gli stecchini di legno. I cani molti volte “rubano” tutto ciò che insaporito dalla carne. Gli stecchini sono pericolosi, così come lo può essere la carta di alluminio dove sono avvolti gli alimenti.

Durante le grigliate estive quindi, godetevi sempre le giornate all’aria aperta in compagnia dei vostri amici a quattro zampe..ma cercate di ricordarvi questi banalissimi consigli per evitare di passare diretti dalla campagna a una clinica veterinaria.

Buon Ferragosto a tutti!

A PASQUA NIENTE CIOCCOLATO

Ogni anno purtroppo, in questo periodo pasquale, vengono portati in Clinica parecchi cani con i sintomi di avvelenamento da teobromina. La teobromina non è altro che una molecola contenuta nel cioccolato che risulta tossica e spesso mortale per i cani. Questo perchè essi non hanno la capacità di metabolizzarla. E’ diverso dalle altre cose che “fanno male” come i dolci o i cibi conditi che spesso i nostri animali riescono a “elemosinare” da tavola: il cioccolato è del tutto e per tutto una sostanza TOSSICA e MORTALE. Molto dipende dal peso dell’animale e dalla quantità ingerita. Si stima che una tavoletta di cioccolato fondente da 120 grammi possa risultare mortale per un Pastore Tesesco.
L’intossicazione di solito si presenta con tremori muscolari,vomito e diarrea, battito cardiaco irregolare fino ad emorragia interna o infarto.
Un quadratino di cioccolato non farà nulla al vostro cane, ma l’ingestione di uova intere o dolciumi pasquali a base di cioccolato sono molto pericolosi.
Il trattamento deve essere rapido: si può cercare di far vomitare il cane entro due ore dall’ingestione; poi va immediatamente portato in una struttura attrezzata al ricovero e alla terapia intensiva.

LA PROCESSIONARIA: RICONOSCERLA

Con l’avvento della primavera, finalmente, possiamo passare più tempo nei prati con i nostri animali.

Conosciamo e riconosciamo però questo piccolo grande pericolo per gli animali, soprattutto per i cani: di piccole dimensioni, non più di 2-4 cm, bruno con innumerevoli peli su tutto il corpo. Essi non sono altro che una fase di crescita delle farfalle e in questa stagione capita sovente che questi passeggino tra l’erba per raggiungere alberi sui quali salire. Ovviamente, un cane che incontra una colonia di processionarie in movimento, sarà sicuramente interessato e sovente lecca o mastica questi bruchi. Le conseguenze sono gravissime. Questi animali hanno un effetto necrotizzante sulla mucosa buccale e sulla lingua.
La sintomatologia di solitò è evidente: l’animale piange, sbava, apre la bocca. L’effetto è doloroso e rapido. Può accompagnarsi da febbre e vomito.
Se vi accorgete della presenza di processionarie e avete un cane che presenta questi sintomi per prima cosa lavate con abbondanti litri d’acqua la bocca dell’animale e immediatamente portate il vostro pet in una struttura organizzata. Dovrà sottoporsi a terapia antibiotica e antinfiammatoria molte volte endovenosa. A volte purtroppo è necessaria l’amputazione di porzioni di lingua.

Quindi attenzione quando siete nei prati, soprattutto sotto pini e querce. Questi bruchi sono facilmente individuabili anche ai nostri occhi e magari un controllo in più potrebbe salvare la salute del vostro cane. Attenzione anche a voi stessi. Non toccate con le mani nude le processionarie: potreste avere spiacevoli eritemi che durano anche parecchi giorni.

DIAGNOSI PRECOCE DI DISPLASIA DI ANCA E GOMITO

Che cos’è?
La displasia dell’anca consiste in una malformazione dell’articolazione coxo-femorale (anca) mentre la displasia del gomito consiste in una mancata congruenza tra omero e radio/ulna. Sono patologie che si sviluppano durante la crescita del cane. L’anca è un’articolazione formata dalla testa del femore e dall’acetabolo; schematicamente, questa articolazione, può essere paragonata ad una sfera che ruota all’interno di una coppa.
Nel cucciolo affetto da displasia, la mancata congruenza tra questi capi articolari e l’instabilità che ne deriva, provoca, con il passare del tempo, un’artrosi cronica progressiva e dolorosa, talvolta invalidante per il soggetto colpito.

Come si manifesta?
Le manifestazioni cliniche differiscono in relazione alla gravità della patologia. L’esordio è caratterizzato da zoppia di grado variabile a seconda del quadro clinico. Il cane zoppica perché si ha un attrito delle superfici articolari che causa dolore. Il problema si presenta maggiormente a freddo quando il cane inizia l’attività fisica, con il proseguire del movimento la zoppia migliora. Con il passare del tempo, aggravandosi la situazione generale, il cane zoppicherà sempre di più, i suoi movimenti diventeranno sempre più impacciati e macchinosi e i soli gesti di alzarsi e sdraiarsi gli richiederanno notevoli sforzi.

Come prevenire?
La displasia non è presente dalla nascita perché l’articolazione si conforma in modo anomalo durante il periodo della crescita. Mentre l’assenza della displasia può essere accertata solo dopo il completamento dello sviluppo scheletrico (un anno per la maggior parte delle razze e un anno e mezzo per quelle di taglia gigante), la presenza della displasia o dei segni che mostrano lo sviluppo della malattia stessa possono essere accertati già durante la crescita del cane. La displasia dell’anca può essere pertanto diagnosticata già nei primi mesi di vita del cane. Attorno ai tre mesi e mezzo appaiono le prime alterazioni articolari che consentono al medico veterinario di stabilire con una buona accuratezza l’eventuale tendenza del cucciolo a sviluppare una condizione patologica dell’anca. Nelle forme ancor più gravi, dove le teste femorali appaiono completamente lussate, la diagnosi può essere eseguita ancor prima. Di frequente i cani non vengono controllati precocemente solo perché figli di genitori non colpiti da displasia o perché non manifestano nessuna sintomatologia evidente. Molto raramente il cucciolo all’età di 3-4 mesi manifesta dei sintomi clinici riferibili a displasia, anche se gravemente affetto, sia per il peso corporeo ancora ridotto, sia per la capacità della cartilagine articolare di sopportare gli insulti iniziali. Il fatto di discendere da genitori sani non garantisce al cucciolo di esserlo a sua volta, per la complessità della trasmissione poligenetica. Tutti i cuccioli appartenenti ad una razza a rischio, quindi, andrebbero controllati molto precocemente in modo da poter verificare un’eventuale loro tendenza alla displasia e provvedere a limitarne lo sviluppo. Le razze a maggior rischio di displasia dell’anca sono quelle di taglia grande e gigante tra le quali segnaliamo, per incidenza e per diffusione della razza nel nostro paese, il Pastore Tedesco, i Retrievers, il Rottweiler, il Dogue de Bordeaux, il Cane Corso, il Boxer e in generale tutti i molossoidi e le razze giganti. I più colpiti da displasia del gomito sono senza dubbio i Golden Retrievers, i Labrador e i loro incroci. La valutazione precoce dell’articolazione coxofemorale e del gomito consiste in un esame ortopedico dettagliato, comprendente una valutazione clinica mediante palpazione e uno screening radiografico statico e dinamico finalizzati ad individuare, già in tenera età, i segni iniziali della malattia. Per eseguire la valutazione è sufficiente una leggera sedazione che impedisca al cucciolo di opporre resistenza alle manualità dell’operatore.

BANCA DEL SANGUE CANINO

La Clinica Veterinaria Foce con il patrocinio della Regione Liguria è lieta di presentarvi la prima BANCA DEL SANGUE CANINO a Genova e in Liguria.

UN GESTO D’AMORE

La trasfusione di sangue è uno strumento salvavita anche per i nostri amici a quattro zampe. Sta ogni giorno diventando sempre più indispensabile poter gestire gravi emorragie da traumi o investimenti, avvelenamenti (topicidi) e malattie ematiche (leucemia). La disponibilità di sangue immediata risulta quindi essere indispensabile.

ANCHE IL MIO CANE PUO’ DONARE IL SANGUE?

I requisiti richiesti per diventare cane donatore sono: peso superiore ai 25 kg, indole docile (non vogliamo far uso di anestetici), buono stato di salute e assenza di malattie trasmissibili (filaria e leishmania..) Tutti gli esami svolti saranno consegnati gratuitamente al proprietario.

La donazione deve essere fatta su appuntamento e con il cane a stomaco vuoto. Il donatore varrà sottoposto a visita clinica e solo successivamente sottoposto a prelievo. Il sangue verrà testato per per leishmaniosi e filariosi e verrano eseguiti esami biochimici enzimatici completi  ed emocromocitometrici.

La Clinica Veterinaria Foce possiede l’Emofrigoteca dotata di tutti i requisiti di legge richiesti dal Ministero della Salute. Le sacche di sangue intero vengono conservate per un massimo di trenta giorni e controllate preventivamente e periodicamente.

Quindi perchè aspettare? La donazione è gratuita e salvavita! Senza considerare che in questo modo il vostro animale riceverà gratuitamente le analisi del sangue complete, proprio come accade in Medicina Umana.

LE PATOLOGIE DEL GATTO ANZIANO

Molte volte, specialmente nei gatti anziani, è difficile distinguere normali cambiamenti di abitudini da iniziali segni di patologia.

Le malattie croniche e degenerative come l’Insufficienza Renale (in tutti i gatti) o le Cardiomiopatie (soprattutto nei gatti di razza nordica e nei persiani), infatti, hanno evoluzione molto lenta permettendo così all’animale di adattarsi e non mostrare segni di sofferenza apparente. Questo, purtroppo, fino ad un certo punto quando gli equilibri fisiologici vengono persi mostrando i primi segni come vomito, inappetenza, svogliatezza… Queste patologie però possono essere individuate precocemente e tamponate ancor prima dell’inizio dei sintomi.

L’insufficienza renale cronica è una patologia molto comune per tutti i  gatti anziani. Consiste in una degenerazione irreversibile dei nefroni, ovvero le unità funzionali del rene deputate alla filtrazione del plasma, al riassorbimento delle sostanze utili e alla formazione dell’ultrafiltrato, l’urina. La causa di insufficienza renale cronica molte volte non è specifica ma deriva da un insieme di processi patologici cronici e asintomatici come ad esempio infezioni batteriche, tossine presenti nell’organismo, infiammazioni fino a più gravi processi tumorali o lievi malformazioni di origine ereditaria.

Le cardiomiopatie feline invece sono maggiormente descritte nei gatti di razza nordica, nei Maine Coon e  nei Persiani, ma possono presentarsi in qualsiasi soggetto. Sono caratterizzate da anomalie di sviluppo del muscolo cardiaco:

  • cardiomiopatia ipertrofica (HCM): caratterizzata da ipertrofia concentrica del miocardio con conseguente deficit diastolico
  • cardiomiopatia restrittiva (RCM): caratterizzata da una importante dilatazione dell’atrio
  • cardiomiopatia dilatativa (DCM): caratterizzata a dilatazione del ventricolo sinistro con conseguente drammatica dilatazione dell’atrio sinistro

La Clinica Veterinaria Foce punta molto sulla prevenzione. Per questo propone pacchetti di indagini preventive finalizzate al controllo dell’Insufficienza Renale Cronica e delle Cardiomiopatie Feline:

PACCHETTO INSUFFICIENZA RENALE CRONICA:

  • Profilo ematico renale (costo 30 euro) emocromo (costo 15).
  • Ecografia completa (costo 100 euro)
  • Esami delle urine complete PU/CU (costo 30 euro)

da oggi 100 euro invece di 175 su appuntamento

PACCHETTO CARDIOMIOPATIE FELINE

  • Profilo biochimico completo (costo 70 euro)
  • Rx torace (costo 40 euro)
  • Elettrocardiogramma (costo 30 euro)
  • Controllo Marker Ematici di Cardiomiopatia e Insuff. Cardiaca. (costo 60 euro)

da oggi 120 euro invece di 200 su appuntamento