RISPOSTA AL "SIG" MARCO C.

MarcoC, Rispondo io al suo post,in quanto mi sento tirato i ballo sia come Direttore Sanitario della clinica che lei tanto mette sotto accusa,sia perché sono stato io a operare Tabù,a farle la Tac,e a dare fine alla sua sofferenza. Quindi il destinatario maggiore di tutte le sue critiche e di tutte le sue maledizioni sono io.Mi sento colpito ed amareggiato profondamente dalle sue parole e dalle accuse che mi sento di rigettare completamente, in quanto si basano su una mancata conoscenza dei fatti da parte sua(non so se reale o voluta).

Conoscevo Tabù da molti anni(2016)e così pure i suoi proprietari con i quali sia io che il mio collega Maimone, abbiamo sempre avuto un rapporto di reciproca stima e fiducia . Ma si sa, finché le cose vanno bene siamo tutti bravi, santi ed eroi, quando qualcosa si mette di traverso invece.. Ma veniamo ai fatti. Il 4/11 Tabù viene portata in Clinica perché,secondo i suoi genitori,era più grassa da qualche mese. Il suo “grasso” era però limitato solo alla pancia perché (l’aveva notato anche suo padre)la testa invece era dimagrita.Questo avrebbe dovuto sicuramente insospettirvi molto prima.La dr.ssa che l’ha visitata per prima invece si è insospettita subito e, dopo aver fatto ovviamente una rx all’addome, visto un quadro davvero drammatico, ha richiesto un’ecografia. L’ecografia l’ho fatta io. Ho posto molto attenzione ed ho ponderato bene le cose da dire.Una grossa massa occupava i 4/5 dell’addome e in una situazione del genere solo una tac avrebbe potuto definirne i confini e quindi dare un nome e un cognome alla malattia che affliggeva Tabù. La Tac fu fatta il 5/11(quindi con la massima urgenza).Il referto parlava chiaro: si trattava di un sospetto di neoplasia splenica con presenza di piccole lesioni sul fegato(non si sa se collegate o no al tumore della milza).Spiegai io stesso ai suoi genitori che si potevano scegliere due strade: intervenire per asportare la massa o non fare nulla lasciando che la malattia facesse il suo corso. Onestamente dovetti aggiungere che nel caso di un intervento chirurgico nulla poteva assicurarci la risoluzione del problema, che il cane poteva morire durante e dopo l’intervento e che i tempi di sopravvivenza non era possibile calcolarli (non so chi le ha parlato assicurandole 8 mesi). Alcuni cani che operiamo (purtroppo almeno 2 alla settimana)riescono a sopravvivere un periodo più o meno lungo, con l’aggiunta di una chemio. Altri non ce la fanno. L’intervento rappresenta comunque una piccola chance, che non c’è invece non intervenendo. Non operando il cane sarebbe morto massimo in un mese, ma molto facilmente entro pochi giorni. Sua madre non mi sembrava convinta ed io ho sinceramente pensato che non se ne sarebbe fatto nulla. Invece 2 giorni dopo, il 7/11,mi trovo inserito il nome di tabù nel calendario giornaliero degli interventi. Prima di operare volli io stesso parlare ai suoi genitori per rispiegare quali erano le possibilità e le previsioni di vita. Compilammo anche un “consenso informato” in cui appare scritto a chiare lettere che la condizione è molto critica ed il rischio alto. Con il consenso consapevole dei suoi genitori entrammo in sala operatoria con Tabù. La chirurgia fu molto complessa a causa delle dimensioni del tumore(5 kg)e delle sua aderenze con gli organi adiacenti. Sul Fegato e sul diaframma furono trovati atri noduli. Quelli sul fegato furono asportati, quelli sul diaframma, lasciati perché inoperabili. Tabù si riprese bene dall’intervento e tutto lasciava pensare ad una soluzione positiva. Aveva anche ripreso un po’ a mangiare. Poi, come succede alcune volte, tutto è crollato.Cio’ che successe fino al 20/11 lo conosce bene. Alternando momenti di grande malessere a momenti di reazione, si è andato avanti senza però vedere una vera e propria ripresa.Il giorno in cui Tabù ci ha lasciati stava molto male, e con lei i suoi genitori che onestamente devo dire non avrebbero meritato tutto quel calvario che non auguro a nessuno(io..perché lei invece non si fa scrupolo di augurarmi di morire di cancro). Nonostante quella tragica situazione suo padre non aveva nessuna intenzione di mollare e quindi, nel rispetto anche della sua volontà, venne cambiata terapia a Tabù, illudendoci un po’ tutti in una sua ripresa. Quando l’accompagnai alla macchina vidi però che era fortemente depressa e francamente non mi aspettavo di rivederla il giorno dopo. Penso che anche per un cane,così come per un essere umano,le ultime immagini che si vogliono vedere prima di chiudere gli occhi per sempre, siano i volti delle persone care e amiche.Anche per questo già da giorni avevamo suggerito di portare Tabù a casa e di non lasciarla nei nostri ricoveri: per far sì che fosse sempre circondata da affetti e volti amici. Dopo nemmeno 10 minuti i suoi genitori mi riportarono la cara Tabù per farla finita. Ma pure in quel momento non era chiara la loro volontà. Sua madre, addolorata e molto agitata(ovviamente)era convinta e decisa sul praticare l’eutanasia, suo padre non ne voleva neppur sentire parlare. A quel punto io dissi la fatidica frase:“mi dovete dire voi(rivolgendomi ai suoi genitori) cosa volete fare,non posso decidere io“.Questa è la verità signor MatteoC.Questo è come sono andati gli ultimi 15 gg di Tabù. IO e tutti i miei colleghi della Clinica Foce l’abbiamo assistita con grandissimo affetto(e credo che i suoi genitori ce lo debbano riconoscere)e abbiamo fatto tutto il possibile per il meglio.Non ce l’abbiamo fatta,ma non per incapacità o malasanità o chissà quale altro motivo. Perché purtroppo, questa che lei mi augura, è una malattia che raramente concede tregua. Ma finché c’è anche solo una speranza su mille noi ci proviamo, tentiamo tutto il possibile.E’ la nostra filosofia che i clienti che si affidano a noi devono condividere (ed in genere lo fanno) altrimenti direi che è anche inutile rivolgersi a noi.Questo è “il diario” degli eventi signor MateoC. E’ come è andata la storia . Mi dica sinceramente dove ho sbagliato.Ho forse sbagliato a fare una prima diagnosi e successiva Tac di conferma? Ho sbagliato ad operare Tabù sapendo di giocarmi l’unica possibilità che questa malattia può offrire?Ho sbagliato a somministrare a Tabù per 10 gg ogni tipo di medicina che potesse almeno alleviarle dolori e riportarla ad una condizione accettabile? Ho sbagliato a commuovermi mentre le iniettavo il Tanax che metteva fine alle sue sofferenze ed alla sua vita? Ho sbagliato a parlare sempre con calma e con comprensione ai suoi genitori non estorcendo mai nessuna decisione ma lasciandoli sempre liberi di scegliere sul da farsi ?Mi dica DOVE DIAVOLO HO SBAGLIATO  sig. MatteoC? Comunque, io ho 65 anni e faccio il veterinario da quasi 40. L’augurio che lei mi fa, ha purtroppo molte possibilità che si possa avverare, sarà mia cura avvertirla! Così che possa togliersi una soddisfazione..oppure magari si possa soffermare a pensare che spesso le parole possono pesare, anche quelle non dette ma scritte vigliaccamente dietro ad una tastiera. La saluto signor MatteoC le auguro di trovare la serenità e la pace necessari per dare giudizi e pubblicarli su una pagina pubblica, ma soprattutto le auguro di non provare mai più ciò che ha provato in questi giorni: cioè odio. Un sentimento che le ha permesso di augurare una malattia atroce in tutti i sensi ad una persona che nemmeno conosce. Una cosa che non si augura nemmeno al peggiore dei nemici..ed io, avendo curato sinceramente con amore la sua Tabù, proprio non mi definirei tale.

Buona continuazione signor MatteoC.

 

Dr. Paolo Pignero

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